Giudice Sportivo: un turno a Di Maggio e al mister Zito
Ecco i provvedimenti adottati dal Giudice Sportivo in relazione alle gare dell'ultimo turno di campionato.
Squalifica del campo per una gara a carico della società Terlizzi
All'arrivo della squadra avversaria propri componenti del servizio d'ordine assumevano un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei tesserati della sqadra ospite, ostacolando anche l'accesso ad alcuni dirigenti di quest'ultima. Nel corso della partita tali addetti alla sicurezza all'interno del recinto di gioco non svolgevano assolutamente il proprio ruolo ma si preoccupavano di intimidire i giocatori della squadra avversaria. Durante l'intervallo il custode dell'impianto apriva gli idranti e bagnava con fare antisportivo l'area di rigore che sarebbe stata occupata dalla difesa della squadra ospite, scatenando l'ira dei tifosi di quest'ultima. In tali frangenti i soggetti di cui sopra ed un dirigente non in distinta aizzavano la tifoseria ospite con gesti ed insulti, provocando momenti di forte tensione. I commissari di campo impedivano al custode di continuare la bagnatura e la calma veniva ristabilita grazie alla fattiva collaborazione del dirigente accompagnatore del Nardò. Uno dei citati addetti alla security provocava all'uscita dal campo due giocatori espulsi della squadra avversaria e, invitato dal commissario di campo ad uscire dal recinto di gioco, si rifiutava di ottemperare. Al 45' del secondo tempo - mentre era in corso un assembramento tra i calciatori delle due società, il medesimo addetto entrava sul terreno di gioco creando ulteriori tensioni e, invitato nuovamente dal commissario di campo ad allontanarsi, rivolgeva al suo indirizzo espressioni ingiuriose. A fine gara i menzionati addetti alla security unitamente ad altri soggetti estranei entrati grazie all'improvvisa apertura dei cancelli di accesso al terreno di gioco, partecipavano ad alcune risse tra tesserati di entrambe le società nell'ambito delle quali avevano luogo ripetuti strattonamenti e spintonamenti. I medesimi soggetti estranei proferivano insulti e minacce di ogni tipo nei confronti dei tesserati ospiti i quali raggiungevano a fatica gli spogliatoi e lasciavano l'impianto scortati dai carabinieri.
(SOCIETA' SOGGETTA A PLURIME RECIDIVE SANZIONI - DA SCONTARSI IN CAMPO NEUTRO ED A PORTE CHIUSE CON EFFETTO IMMEDIATO)
Ammenda di Euro 500 alla società Nardò:
Provocati dal comportamento antisportivo del custode dell'impianto i tifosi scuotevano violentemente la rete di recinzione danneggiando sette paletti di sostegno.
Ammenda di Euro 400 alla società A. Toma Maglie:
A fine gara propri tifosi pronunciavano espressioni ingiuriose e minacciose all'indirizzo dell'arbitro nella zona limitrofa agli spogliatoi. (1^ RECIDIVA)
Ammenda di Euro 400 alla società Atletico Tricase:
Per lancio di due bottiglie piene d'acqua senza conseguenze. (1^ RECIDIVA)
Ammenda di Euro 200 alla società Fortis Trani:
Propri tifosi proiettavano ripetutamente sul volto dei giocatori della squadra avversaria un raggio laser.
Squalifica fino all'11 marzo: Zito Matteo e Catalano Giuseppe (allenatori).
2 giornate: Traversa (Real Altamura) e Serri (Victoria Locorotondo). 1 giornata: Portaluri e Tommasi (A. Toma Maglie), Patruno (A. Stefanizzi Sogliano), Picciariello (Atletico Corato), Cesari e Giannuzzi (Atletico Tricase), Patruno e Tarantino (Audace Cerignola), Mazzone (Bisceglie), Calasso (Copertino), Piscopo (Fortis Trani), Cataldo (Liberty), Di Maggio (Lucera), Turi (Massafra), Di Rito e Montaldi (Nardò), Roselli (Terlizzi).
La Commissione Disciplinare Territoriale ha inoltre respinto il reclamo del Lucera avverso l'ammenda di Euro 300 comminata alla società biancoceleste in relazione alla gara Lucera Calcio - A. Toma Maglie, "per presenza di soggetti estranei nei pressi degli spogliatoi durante l'intervallo e a fine gara". Pur rispettando la decisione della Commissione, non si può fare a meno di notare quanto sia decisamente sproporzionata la sanzione comminata alla società, sia in relazione all'assoluta assenza di conseguenze per la terna arbitrale e per la squadra avversaria, ma soprattutto se paragonata ad ammende di pari importo comminate ad altre società per fatti ben più gravi.